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Work in progress: Precarity Pilot

Notizie — April 21, 2014

Cosa
Precarity Pilot è un servizio d’orientamento atipico che vuole affrontare, in modo sperimentale, diverse tematiche legate al lavorare come designer, prima fra tutte la precarietà.

Mentre in Europa i tagli al welfare e un’instabilità ormai strutturale rendono problematico anche solo immaginare il proprio futuro lavorativo, pensiamo sia arrivato il momento di orientare i nostri sforzi e le nostre attività quotidiane al ri-modellamento di ciò che ci circonda – il nostro ambiente di lavoro e di vita. Da qui, e dai preoccupanti risultati emersi dalla nostra inchiesta Designers’ Inquiry, nasce il progetto Precarity Pilot.

Precarity Pilot mira a sviluppare metodi e strategie attraverso cui poter rendere la propria pratica di design resiliente (ovvero flessibile e resistente anche in condizioni avverse), in modo che da un lato si possa raggiungere un certo grado di stabilità economica, e dall’altro si possano continuare a sperimentare approcci critici alla progettazione. Dunque, come portare avanti il proprio lavoro in tempo di crisi economica? Come sviluppare pratiche che siano solide ma anche orientate verso la critica e l’azione sociale, politica, ambientale? Quali strategie collettive possiamo attivare per sostenere queste pratiche?

Come
Precarity Pilot prende forma attraverso l’attivazione di una serie di workshop rivolti a giovani designer, studenti e professionisti, da svolgere in contesti più o meno istituzionali in tutta Europa. Parallelamente, il progetto si sviluppa attorno ad un sito web – concepito come una cassetta degli attrezzi – che mette a disposizione strumenti pratici, dispositivi teorici e i risultati prodotti durante i vari workshop.

I workshop di Precarity Pilot ruotano tutti attorno al tema del lavoro. Il loro obbiettivo è indagare come le pratiche di design possono rispondere alle problematiche contemporanee sia nel loro contenuto che nella loro forma organizzativa e legislativa. Gli argomenti trattati sono organizzati in quattro categorie: Passaggio università-mondo del lavoro (tirocini, alternative, sfruttamento); Ridefinire i modelli di carriera (ambizioni, valori, stereotipi); Organizzare la propria pratica collettiva/individuale (soldi, tempo, condizioni di lavoro); Cooperazione e strutture di supporto (diritti, protezione sociale e mutualità). Ogni workshop può avere durata variabile, da un’ora fino a cinque giornate consecutive, e può focalizzarsi su una o più categorie in base alla necessità del contesto.

Se sei uno studente, un professionista, un’istituzione o un’associazione culturale e ti interessa invitarci per uno o più workshop, contattaci all’indirizzo pratichenonaffermative (at) gmail.com

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