Bibliografia


Comune. Oltre il privato e il pubblico di Michael Hardt e Antonio Negri (2010)

Dopo il comunismo e il capitalismo, oltre Karl Marx e Adam Smith c’è la vera alternativa: il “comune”, ovvero il bene comune. Insieme di conoscenze, linguaggi, affetti, energie, mobilità e natura, questo patrimonio generale è ciò a cui deve tendere la moltitudine se vuole modifi care davvero, dalle radici, l’impero economico odierno. Non attraverso l’insurrezione armata o la violenza sovversiva. Ma con una serie di pratiche che mira a restituire alle masse quello che appartiene loro di diritto, da sempre: la sovranità. In questo ultimo capitolo della trilogia inaugurata da Impero e proseguita con Moltitudine, Michael Hardt e Antonio Negri delineano un modo rivoluzionario di pensare la nostra epoca, completando un’opera destinata a essere per il XXI secolo ciò che il Capitale è stato per il XX.

The beginning of history by Massimo De Angelis (2007)

Francis Fukuyama may declare the “end of history”, and neoliberal capital embraces this belief. However, the diverse struggles for commons and dignity around the planet reveal a different reality: that of the beginning of history. The clash between these two perspectives is the subject matter of this book. This book analyzes the frontline of this struggle. On one side, a social force called capital pursues endless growth and monetary value. On the other side, other social forces strive to rearrange the web of life on their own terms. This book engages with alternative modes of co-production recently posed by the alter-globalisation movement, and it examines what these movements are up against. This passionate account explores groundbreaking new critical political economic theory and its role in bringing about radical social change. This book is a must for all political activists and students of political theory.

Nowtopia – How Pirate Programmers, Outlaw Bicyclists, and Vacant-Lot Gardeners are Inventing the Future Today by Chris Carlsson (2008)

Nowtopia is a book about a new politics of work. It profiles tinkerers, inventors, and improvisational spirits who bring an artistic approach to important tasks that are ignored or undervalued by market society. Rooted in practices that have been emerging over the past few decades, Nowtopia’s exploration of work locates an important thread of self-emancipatory class politics beyond the traditional arena of wage-labor.

Precarious Rhapsody – Semiocapitalism and the Pathologies of the Post-Alpha Generation by Franco Berardi (2009)

An infinite series of bifurcations: this is how we can tell the story of our life. At any given moment different paths open up in front of us, and we are continually presented with the alternative of going here or going there. Then we decide, we cut out from a set of infinite possibilities and choose a single path. But do we really choose? Is it really a question of a choice, when we go here rather than there? Is it really a choice, when masses go to shopping centers, when revolutions are transformed into massacres, when nations enter into war? It is not we who decide but the concatenations: machines for the liberation of desires and mechanisms of control over the imaginary.

Uncorporate Identity by Metahaven (2009)

“A sustained and multivalent investigation into the relationship between design and power, often using visual and design tactics themselves as the form of interrogation. (…) In an appropriately inside-out manner, Metahaven echo Wally Olins definition of corporate identity – ‘strategy made visible’ – but with an entirely opposite intent.”Sam Jacob, Mute.

Did Someone Say Participate? An Atlas of Spatial Practice by Markus Miessen (2006)

Did Someone Say Participate? showcases a range of forward-thinking practitioners and theorists who actively trespass into neighboring or alien fields of knowledge in activities that range from collaborative forms of interdisciplinary practice to identifying practices of ethical terror. For the first time, architecture is here presented as the architecture of knowledge. Participation–social, political or personal–is once again at the forefront of research. Together, the contributions form an atlas of spatial practices resembling the early medieval maps that attempt to show the entire known world.

Vita da freelance – I lavoratori della conoscenza e il loro futuro di Dario Banfi e Sergio Bologna (2011)

Il nuovo mondo delle professioni è fatto di freelance, milioni di lavoratori in perenne tensione tra libertà e vincoli, tra creatività e conformismo, tra sapere tacito e saperi standardizzati. La rappresentazione del lavoro autonomo (o indipendente) finora offerta confonde ancora quello “di prima generazione” (coltivatori diretti, commercianti, artigiani, professioni liberali protette da ordini) con il lavoro scaturito dalla trasformazione postfordista. In questo libro gli autori, di due generazioni differenti, ci aiutano a scoprire che le cose stanno cambiando in profondità anche nell’universo del lavoro indipendente postfordista.

Wikinomics 2.0 – La collaborazione di massa che sta cambiando il mondo

di Don Tapscott e Anthony D. Williams (2010)

La rapida e universale diffusione di Wikipedia, l’enciclopedia online a cui tutti possono accedere e collaborare liberamente, è diventata la metafora di un nuovo modo di concepire l’economia e il business: la wikinomics. È il mondo della collaborazione, della comunità, dell’auto-organizzazione che si trasformano in forza economica collettiva di dimensioni globali. È il luogo in cui consumatori, lavoratori, fornitori, business partner e anche concorrenti sfruttano la tecnologia per innovare insieme. Questa nuova partecipazione – “peer production” – sta cambiando il modo in cui beni e servizi vengono inventati, prodotti, commercializzati e distribuiti su scala globale. La “wikinomics”, come la rete, è in espansione continua. Per questo questa seconda edizione è stata aggiornata con una prefazione che dà conto di quanto accaduto dall’uscita della prima, un capitolo dedicato alle critiche rivolte alla wikinomics e al suo “lato oscuro” e un nuovo capitolo, scritto in collaborazione con i lettori, che analizza gli strumenti e le strategie che le aziende devono adottare per approfittare delle opportunità offerte dalla collaborazione di massa. Perché la wikinomics non si ferma mai.

L’uomo flessibile – Le conseguenze del nuovo capitalismo sulla vita personale

di Richard Sennet (2002)

Le ripercussioni del nuovo capitalismo sulle micro-realtà quotidiane. Attraverso le storie personali di un’imprenditrice, di un gruppo di fornai e altri ancora, l’autore coglie i risvolti della flessibilità e della mobilità: incertezza, senso di fallimento nel lavoratore, assieme ad un progressivo sgretolamento della percezione di continuità dell’esistenza.

Anarchism – A very short introduction

by Colin Ward (2004)

L’eclissi – Dialogo precario sulla società capitalistica

di Carlo Formenti e Franco Berardi Bifo (2011)

Differente – Il conformismo regna ma l’eccezione domina

di Youngme Moon (2010)

La coda lunga – Da un mercato di massa a una massa di mercati

di Chris Anderson (2010)

A cosa serve Michelangelo?

di Tomaso Montanari (2011)

Micropolíticas del los grupos – Para una ecología de las prácticas colectivas di David Vercautern (2010)